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Ci sono delle importanti novità a proposito di due casi di privacy violata e tentativi di imbavagliamento, due casi slegati tra loro ma ugualmente importanti: il sequestro dei server britannici di Indymedia e quello delle chiavi di crittografia degli utenti di Autistici/Inventati.
Come si ricorderà, il 7 ottobre del 2004 gli agenti dell'FBI sequestrarono a Londra i server di Indymedia, nel tentativo di mettere a tacere uno dei principali organi di controinformazione.
La motivazione del sequestro, cosa già nota, sarebbe da addurre a una richiesta proveniente dall'Italia: in questi giorni si viene a sapere che la richiesta sarebbe scaturita da indagini sugli attentati di presunti anarchici contro Romano Prodi. Il candidato dell'Unione infatti aveva ricevuto un pacco-bomba indirizzato a sua moglie pochi giorni prima.
Secondo alcuni documenti emersi in questi giorni, gli agenti dell'FBI non avrebbero dovuto sequestrare i server di Indymedia, ma soltanto fare una copia dei dischi.
Kurt Opsahl, l'avvocato che difende Indymedia, ha affermato che l'errore sarebbe imputabile a Rackspace, il provider dove erano ospitati i server. Secondo Opsahl, Rackspace avrebbe sbagliato più volte: non solo consegnando all'Fbi più documenti di quelli richiesti (e quindi violando la privacy dei giornalisti di Indymedia), ma anche interrompendo l'attività dei medesimi; senza contare che, poiché l'inchiesta non avrebbe evidenziato legami tra Indymedia e i gruppi anarchici, sarebbe stato tutto inutile.
Si legge sul sito di Indymedia Italia:
Inizio agosto 2005. Sono appena stati resi pubblici alcuni nuovi documenti sul "sequestro" degli hard disk di Indymedia.
Dieci mesi fa gli agenti dell'FBI hanno sequestrato a Londra due server di Indymedia e per qualche tempo decine di Independent Media Center sono stati messi a tacere. Gli USA e i loro speciali investigatori hanno molti strumenti a disposizione e oltrepassano anche i limiti di quest'autorita' loro attribuita, esercitando poteri non scritti.
Come altre azioni di polizia a vario titolo, anche questo sequestro e' avvenuto senza basi legali a proprio supporto. Come in molti altri casi, il provider che ospitava i server e' stato persuaso senza fatica a fornire la massima collaborazione alle forze dell'ordine.
L'azione dell'FBI e' conseguenza di una richiesta di collaborazione legale delle autorita' italiane. Con paterna generosita', il richiamo e' stato ascoltato e la magistratura degli alleati italiani soddisfatta nei suoi piu' proibiti desideri.
La Electronic Frontier Foundation, una organizzazione che si occupa di sostenere i diritti civili nell'ambito della comunicazione digitale, ha ottenuto dal tribunale statunitense la pubblicazione di alcuni documenti legali relativi al sequestro. Rivelano che la richiesta al provider non riguardava i server ma solamente i file di log. L'azione contro i server di Indymedia e' stata condotta invece in modo da ottenere pieno accesso ai contenuti dei dischi.
Altrettanto singolari sono le novità sul caso Autistici / Inventati. Il seguente commento di Carlo Gubitosa è significativo:
Privacy. Tutelarla? Non sono affari miei, dice l'Europa. Nel giugno 2004 la polizia sequestro' le chiavi di crittografia della posta di circa 5000 utenti e 500 mail-list di autistici.org e inventati.org, i cui messaggi riservati divennero da quel momento - all'insaputa di chi li inviava - cartoline aperte.
Pochi giorni fa Viviane Reding, il commissario europeo per le questioni relative alla societa' dell'informazione, ha risposto a una interrogazione di Vittorio Agnoletto affermando che queste faccende non rientrano nelle materie regolamentate dal trattato dell'Unione in quanto "attinenti la pubblica sicurezza".
Per cui basta osservare i siti che fanno attivita' sgradite, aspettare che dicano qualcosa di sbagliato, trovare un pretesto giudiziario piu' o meno attinente alla pubblica sicurezza e finalmente possiamo controllare le email di chi ci pare, facendoci beffe della Costituzione che tutela la riservatezza della corrispondenza.
(tratto dalla Catena di San Libero di Riccardo Orioles)
fonte www.zeusnews.it
lavorando con lentezza...
siamo in vacanza!
...o meglio, stiamo lavorando troppo! (caos blog! complimenti a chi entiende!)
bye bye!